Villa Matilde Avallone: esperienza e qualità

Quanta storia può esserci in una bottiglia di vino? E quanta cultura, quanto coraggio, quanta determinazione? Sono domande che è giusto porsi se ci si trova davanti a un Falerno del Massico di Villa Matilde Avallone, azienda casertana, con sede principale a Cellole, di proprietà della famiglia Avallone.

Sarà quest’etichetta ad accompagnare lo Shrimp Fest che si terrà la sera dell’11 maggio al ristorante SanoSano. Ma prima di scoprire come è nata la sinergia tra una delle case vinicole più prestigiose della regione e una realtà imprenditoriale che ha fatto della gastronomia salutare il proprio credo, conviene addentrarsi nella storia di Villa Matilde Avallone, per comprendere appieno quanto di unico essa possa raccontare.

Villa Matilde: una storia di famiglia

L’azienda è attiva sin dal 1965 ma bisogna tornare ancora più indietro, almeno un altro decennio per incontrare il professor Francesco Paolo Avallone, docente universitario di Istituzioni di Diritto Romano, nonché autorevole avvocato, alle prese con il sogno di riportare in vita il Falerno del Messico, vino di oraziana memoria con 2500 anni di storia, sempre prodotto nell’Ager Falernus ma scomparso dopo l’arrivo della fillossera, il parassita che distrusse ettari e ettari di vigne e un pezzo di storia enologica.

Ma il professor Avallone non ne era convinto, o almeno non voleva rassegnarsi che tutto fosse andato perso per sempre, che di un patrimonio così prezioso non fosse rimasto nulla. La sua grande cultura gli consentiva di affrontare con successo studi anche non di carattere giuridico, e fu grazie a questi studi che maturò una convinzione, e cioè che il territorio vulcanico della Ager Falernus potesse aver preservato qualche pianta.

Aveva ragione lui. Qualche piccola vigna era scampata alla fillossera, e così Francesco Paolo Avallone poté riportare in vita quel Falerno così rappresentativo del suo territorio. Per il professore poteva bastare così. Per lui si trattava di far rinascere un mito, di rendere un servizio alle radici della sua terra. Non aveva progetti imprenditoriali.

La tradizione che guarda al futuro

Ma una operazione così importante per la storia e la tradizione enologica della Campania non poteva non andare avanti. Fu la seconda generazione della famiglia Avallone, Maria Ida e il fratello Salvatore, a trasformare in azienda quei piccoli vigneti. E a dare a Villa Matilde un impulso che oggi pone l’azienda non tra le maggiori produttrici di vino in Campania, perché l’intera produzione non supera le 600/700 mila bottiglie all’anno, ma una delle più importanti per qualità e ricerca.

Oggi oltre la sede storica, Villa Matilde ha un vigneto nel Sannio e una seconda Cantina a Pietra dei Fusi, in Irpinia, dove vengono prodotti esclusivamente Greco, Fiano e Taurasi. Mentre l’attività principale resta legata alla produzione del Falerno del Messico in tutte le sue possibili cru.

«Il nostro obiettivo e la nostra filosofia guardano alle antiche varietà autoctone del territorio campano», spiega Maria Ida Avallone. «Siamo fortemente legati – aggiunge – all’antico concetto del vignaiolo che lavora solo con vigneti di proprietà».

Tipicità, passione e tradizione, sono i tre punti fermi dell’attività di Villa Matilde. «E anche eleganza nello stile», aggiunge Maria Ida. «Mi spiego meglio: trattandosi di produzione territoriale si potrebbe pensare che questi concetti siano trascurati, anche perché qui non si parla di Chardonnay o di Sauvignon. Noi preserviamo le tipologie del territorio ma le bilanciamo con eleganza perché il vino è anche questione di eleganza».

L’uso delle anfore di terracotta ne è una prova. «Rappresentano una delle nostre identità territoriali, e le utilizziamo per il Falerno bianco».

Villa Matilde incontra SanoSano

L’incontro tra la famiglia Avallone e il ristorante SanoSano risale a molto tempo fa. «Ho avuto il piacere di conoscerli sin dall’inizio della loro attività e ho sempre creduto nel progetto e nel messaggio che trasmette. Mi sono sempre trovata in sintonia con il loro impegno ad offrire prodotti di qualità in maniera semplice e genuina ma con un background profondo ed importante. E con Villa Matilde andiamo nella stessa direzione: per esempio produciamo vini vegani e siamo in fase di conversione biologica. Sono certa che insieme possiamo costituire delle belle sinergie».

L’appuntamento, quindi è per lo Shrimp Fest. Con quali etichette? «Qualche dettaglio è ancora da definire, ma certamente ci sarà no spumante a base di falangina, che con la sua nota acida si abbina perfettamente ai piatti di mare che verranno proposti. E poi probabilmente un Aglianico vinificato in rosato. Oggi finalmente i rosati sono considerati vini importanti, difficili da proporre ma in grado di raggiungere livelli altissimi»

Info: https://www.villamatilde.it/

M. B.

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