Ernesto Buono: enologo per passione

Ernesto Buono sviluppa sin da piccolo la sua passione per il vino, da quando il nonno lo produceva per la propria famiglia. Nel corso degli anni, crescendo, è cresciuta anche la passione per l’antico nettare degli Dei. Quindi gli studi di enologia svolti nella scuola enologica di Avellino. Grazie a una cantina interna di cui disponeva la scuola e grazie anche al supporto di docenti disponibili e qualificati, ha avuto la possibilità di ultimare il suo percorso di studi. E’ proprio qui, alla scuola di enologia, che Ernesto conosce la sua attuale moglie e si trasferisce nel beneventano, precisamente a Guardia Sanframondi dove vive tutt’oggi. Una zona, questa, ricca di cantine dove la grande passione per il vino cresce sempre più.

Ernesto Buono e la sua esperienza a La Guardiense

Tali esperienze gli consentono di iniziare a lavorare molto presto. Infatti, aziende di alto prestigio come la Cooperativa Agricola La Guardiense, dove ha lavorato per ben tredici anni, gli consentono di arricchire il suo know how. «E’stata per me un’esperienza davvero fondamentale, mi sentivo parte integrante di quella che è una famiglia fantastica e coesa guidata dal presidente Domizio Pigna. Ho lavorato sotto la supervisione dell’enologo di fama internazionale, il dottor Riccardo Cotarella – racconta Ernesto Buono. Entrambi per me sono stati una fonte di grande esperienza sia umana che professionale. Ancora oggi sono molto legato a loro anche perché il nonno di mia moglie era uno dei soci fondatori».

Ernesto Buono, consulenze di elevata qualità

Nel 2019 Ernesto lascia La Guardiense per dedicarsi al ruolo di docente presso il laboratorio di scienze e tecnologia agraria al Profagri di Salerno dove incontra il professor Alessandro Turchi, anch’egli grande appassionato di vino. Insieme danno vita ad una cantina sperimentale che prende il nome di Enolab Profagri, all’interno della quale oggi Ernesto Buono svolge il ruolo di enologo. Insomma, dal 2019, la passione per la viticoltura e per l’enologia, ma soprattutto la voglia e la curiosità di sperimentare nuove tecniche di produzione del vino gli hanno dato la spinta per avviare quella che oggi è la sua attività di consulente enologico.

Ernesto Buono e la collaborazione con la Masseria Dello Sbirro

«L’incontro con Carlo e Cristina della Masseria Dello Sbirro mi ha entusiasmato sin da subito – prosegue Ernesto. Loro hanno un profondo legame con il territorio e una voglia di valorizzare le eccellenze che producono garantendo i massimi standard qualitativi. Io sono originario di Castellamare di Stabia, quindi lavorar sul Parco Nazionale del Vesuvio per me è come tornare alle origini. Passeggiare nei vigneti in passato attraversati dalle lave, calpestare la storia e la tradizione ha trasformato da subito le mie passeggiate nei vigneti in vere e proprie esperienze emozionali che mi hanno legato ancor di più a Carlo e Cristina. Di certo una sfida particolare poiché questi sono terreni difficili da coltivare, ricchi di lapilli, acidi e poveri di sostanza organica ma ricchi di minerali che conferiscono al vino sensazioni uniche. Da tutto ciò nascono i nostri vini, un bianco, coltivato con uve Caprettone e un rosso coltivato con uve Piedirosso, entrambi certificati Lacryma Christi».

Ernesto, Carlo e Cristina, a lavoro su nuovi progetti

Ma Ernesto, insieme a Carlo e Cristina sta già lavorando a nuovi progetti. Infatti, stanno impiantando altre varietà di uve, sempre autoctone, ma che sono ancora in fase di sperimentazione. «Stiamo facendo delle micro vinificazioni per valutare e capire quali varietà rispondono meglio alla coltivazione su quei terreni cosi particolari e vedere i risultati che vengono fuori dal punto di vista enologico».

M.B.

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